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Si può finanziare l’acquisto di auto usate storiche? Alternativa spesso trascurata dagli appassionati

📅 19 Agosto 2026✍️ di Federica Mennucci⏱️ 4 min di lettura

Negli ultimi anni ho visto crescere una tendenza curiosa tra gli appassionati di auto storiche: acquistano a contanti oppure ricorrono a prestiti personali, ma raramente considerano il finanziamento tradizionale. Eppure esiste una soluzione che la maggior parte dei collezionisti continua a ignorare. Come ex consulente di leasing e gestrice di flotte, posso assicurarvi che finanziare un’auto d’epoca non è impossibile, anzi: in certi casi conviene più di quello che immaginate.

Il pregiudizio più grande: “Le auto storiche non si finanziano”

Mi è capitato di recente di incontrare un lettore che voleva acquistare una Lancia Fulvia del 1974. Aveva risparmiato 8.000 euro, ma gliene mancavano altri 6.000 per completare l’affare. La sua prima reazione? “Avrò pur preso prestiti personali.” Non gliel’ho biasimato: molti sono convinti che le banche non finanzino le auto usate storiche perché considerate “illiquide” o rischiose.

La verità è più sfumata. Dipende da dove cercate e come vi presentate. Negli ultimi cinque anni, le banche hanno iniziato a offrire prodotti specifici per auto d’interesse storico, proprio perché il mercato dei collezionisti è cresciuto e dimostra una certa stabilità. Non tutte le banche lo fanno, ma quelle che lo fanno sanno quel che fanno.

Il vostro primo passo deve essere contattare direttamente banche locali o istituti specializzati in credito automobilistico. Non vi dirigete alla filiale principale: cercate gli addetti ai mutui e ai prestiti auto, specificate che state acquistando un’auto storica certificata e vedrete come cambierà il tono della conversazione.

Le opzioni concrete che gli appassionati non conoscono

Escluso il prestito personale (il peggiore in termini di tassi), avete essenzialmente tre strade.

La prima è il finanziamento auto tradizionale presso società specializzate. Molti istituti accettano vetture storiche se hanno un valore certificato. Serve una perizia, spesso riconosciuta dalle società stesse, che attesti il valore della macchina. Il vantaggio: tassi migliori rispetto a un prestito generico, perché il veicolo rimane garantito fino a estinzione del debito. Lo svantaggio: vi serve una documentazione impeccabile e il processo può durare più tempo.

La seconda è ricorrere ai prestiti garantiti da auto.Mutuo ipotecario|Mutuo Ho notato che molte banche, specie quelle che operano a livello regionale, accettano di finanziare auto storiche con un approccio più flessibile rispetto alle grandi catene. Richiedono spesso una garanzia ulteriore—magari un bonifico bloccato presso la banca stessa—ma il tasso risulta più conveniente di un prestito personale.

La terza è quella che francamente mi piace di più: il leasing a lungo termine per veicoli storici. Non è una novità assoluta, ma ancora poco conosciuta. Alcune società offrono contratti di Leasing|leasing anche per auto d’epoca, soprattutto se rappresentate da collezionisti professionali o proprietari di officine specializzate. Non ne siete proprietari fino al termine del contratto, ma i vantaggi fiscali possono essere notevoli, soprattutto se usate l’auto anche per motivi di lavoro.

I numeri: quanto costa davvero?

Supponiamo che abbiate trovato una Fiat 500 d’epoca in buone condizioni, valutata 10.000 euro. Vi mancano 6.000 euro per completare l’acquisto. Un prestito personale a 24 mesi presso una banca classica vi costerebbe circa 1.100-1.300 euro di interessi, a seconda del vostro merito creditizio.

Con un finanziamento auto specializzato per auto usate, lo stesso importo potrebbe costare tra gli 800 e i 1.000 euro. Sembra poco, ma per chi già gestisce il budget in modo serrato, può fare la differenza. Inoltre, i tassi su auto storiche certificate tendono a essere più stabili: la banca sa già quale sarà il valore residuo.

Un consiglio pratico: prima di firmare qualsiasi documento, simulate sempre lo stesso finanziamento presso due o tre istituti diversi. Le simulazioni sono gratuite e obbligano gli istituti a mostrarvi il TAEG reale, non quello indicativo.

Gli errori che ho visto commettere più spesso

Non fornire documentazione completa del veicolo. Se avete l’auto d’epoca, portatevi dietro la documentazione di tutti i restauri eseguiti, i rapporti tecnici, le certificazioni di autenticità. Le banche amano i veicoli “trasparenti”.

Scegliere il primo finanziamento che vi offrono. Ho visto troppi appassionati firmare con la prima banca senza valutare almeno due alternative. I tassi variano anche del 2-3%, che su un prestito pluriennale non è poco.

Confondere il valore di mercato con il valore assicurativo. Un’auto storica può avere un valore di mercato più alto (basato su rarity e domanda), ma la banca vi finanzierà in base al valore assicurativo certificato. Deve essere chiaro da subito.

E se la banca dice di no?

Succede. Se la vostra banca rifiuta, non è una condanna. Potete presentare domanda presso una società di credito specializzata in auto usate, oppure rivolgervi a un agente di leasing che possa fare da intermediario. Alcuni hanno accesso a pool di finanziatori più ampi e flessibili.

L’alternativa non glamour ma pratica è il dilazionamento diretto con il venditore. Se è privato, potete negoziare un assegno ora e il resto in rate mensili. Non è ufficiale, ma è legale se stipulate un accordo scritto.

Finanziare un’auto storica è possibile. Non è la scelta più facile, ma per chi vuole distribuire il costo nel tempo senza ricorrere a prestiti personali ruinosi, vale la pena investire qualche ora di ricerca in più.

Federica Mennucci

Ha trascorso la prima parte della carriera tra gestione di flotte aziendali e consulenze di leasing, imparando ad analizzare rapporti qualità-prezzo sulle auto usate. Scrive con linguaggio chiaro e pratico, aiutando chi vuole risparmiare senza rinunciare all’affidabilità.